Chirurgia plastica seno: cos'è, come funziona e che effetti ha la riduzione

Drew Barrymore, Ariel Winter, Paola Perego, Alessia Marcuzzi e chissà quante altre. Solo in Italia, secondo i dati dell’Associazione Italiana di Chirurgia Plastica Estetica (Aicpe), sono cinquemila le donne che si operano ogni anno in Italia per ridurre un seno troppo abbondante.
Chi invece, fra le star, ha puntato su una taglia in più?
“È un intervento di cui si parla meno rispetto all’aumento del seno, ma è molto importante per la vita di una donna, perché permette di risolvere complessi psicologici e problemi fisici, dovuti al peso eccessivo del décolleté”, dice Raffaele Rauso, chirurgo a Napoli, a Roma, a Milano e socio Aicpe. “Le donne molto prosperose modificano il fisico e il comportamento: tengono atteggiamenti posturali viziati, anche per la tendenza a nascondere la scollatura. Le dimensioni del seno spostano in avanti il baricentro della colonna vertebrale, in modo che il collo e le spalle possano sopportare un peso ingombrante”.
Senza contare che è una caratteristica che può rendere difficile lo svolgimento di normali attività quotidiane, come lo sport o indossare abiti scollati attirando sguardi che a volte sono fonte di disagio. “Le pazienti, prima di sottoporsi all’intervento, lamentano problemi nella vita di relazione sociale e sessuale”, puntualizza il chirurgo. “La cosa migliore sarebbe operarsi il prima possibile, intorno ai vent’anni, quando è terminato lo sviluppo fisico: certo, anche in età più adulta è ugualmente consigliabile, perché migliora l’atteggiamento posturale scorretto che si è creato negli anni, ma dipende naturalmente dai casi”.

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Per quanto riguarda l’intervento, che spesso spaventa perché lascia cicatrici, in realtà non è doloroso e prevede un decorso molto più rapido della mastoplastica additiva. “La riduzione del seno viene eseguita in anestesia generale, di solito con un ricovero di un giorno, o, nei casi migliori, con dimissioni nella stessa giornata”, spiega lo specialista. “Si asportano cute e tessuti mammari in eccesso, spostando l’areola più in alto e rimodellando i rimanenti tessuti in una forma più piccola, più alta, proiettata e simmetrica. Il recupero è veloce: la paziente si sente subito più ‘leggera’, può muovere le braccia, riprendere la sua vita normale, indossando, però, un reggiseno contenitivo per circa un mese”.
Veniamo al punto dolente: le cicatrici. Sono tre: una intorno all’areola, che può essere attenuata con un tatuaggio estetico; una verticale, che con gli anni è meno evidente e la terza sotto il solco mammario. “Quest’ultima si vede meno ma è la più fastidiosa a rimarginarsi“, precisa il dottor Rauso. “In compenso l’intervento non lascia altri ‘segni’: si può allattare normalmente e permette di eseguire ecografie e mammografie senza alcuna difficoltà”. Certo, bisogna tenere sotto controllo il peso, perché il seno (come il viso) è la prima parte del corpo che  si “riempie” quando si aumenta di qualche chilo. Ma vuoi mettere la soddisfazione di indossare top scollati e abiti–sottoveste con disinvoltura e senza problemi?
Foto di Mario Sorrenti
Beauty in Vogue, marzo 2006
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